IO SO

Come aiutare i bambini a osservare, ad ascoltare, a essere meno impulsivi? Come guidarli a fare attenzione e a controllare il proprio lavoro? E’’ possibile portarli ad avere pazienza, a perseverarenello sforzo di capire? Come portarli ad esprimere i loro pensieri e ragionamenti?

Un metodo diffuso in tutto il mondo offre dei suggerimenti ai genitori e agli insegnanti di bambini dai quattro agli otto anni. “BRIGHT START” di H. Carl Haywood, P. Brook e M. S. Burns è un itinerario per una “partenza brillante” che sostiene nei bambini lo sviluppo delle capacità logiche e sociali, sulla base di accreditate teorie evolutive, passato al vaglio di numerosi esperti internazionali, oggetto di ricerche sperimentali condotte in numerose università.

Con il supporto di “Bright Sart”, gli adulti possono aiutare i bambini, a pensare a ciò che fanno, a parlarne, a chiedersi dei” perchè” e dei “come”, nel rispetto dei loro tempi e trasformando le differenze e le difficoltà in risorse. Con un’adeguata mediazione bambini costruiscono abilità mentali, strategie e concetti legati ad ambiti essenziali per la futura scolarità: l’autoregolazione, il cambiamento di prospettiva, il confronto, le relazioni quantitative, le classificazioni, le seriazioni.

La formazione "Bright Start"

corsoBRIGHTstartSi articola su due livelli, per circa 50 ore complessive, ed è rivolta ad educatori di bambini della scuola dell’infanzia e dei primi due anni della scuola elementare, o di pari età mentale.

La modalità di conduzione del corso è interattiva e prevede momenti in cui i partecipanti esercitano in prima persona l’approccio metacognitivo alla soluzione di problemi. I materiali del metodo, rivolti agli adulti, vanno a strutturare e ad arricchire le esperienze dei partecipanti, che sono sostenuti sul cammino di una effettiva comprensione dei processi che via via si prendono in esame.

I materiali consistono in tanti fascicoli quante sono le unità di lavoro del metodo. Ogni unità corrisponde a un ambito concettuale fondamentale nello sviluppo dell’intelligenza del bambino Ciascun fascicolo descrive analiticamente le attività proposte per ciascun intervento, indicandone obiettivi, eventuali semplici oggetti necessari, modalità di conduzione e di verifica.

Un primo livello introduce gli educatori alla teoria evolutiva che sorregge il percorso e ai suoi “pilastri” metodologici, la MEDIAZIONE e l’ APPROCCIO METACOGNITIVO.

Durante gli incontri si compie un duplice cammino:

  • in direzione di se stessi, verso la consapevolezza delle proprie teorie implicite sull’educazione e verso la comprensione di alcuni aspetti del “funzionamento” della mente, per entrare in sintonia con la fatica di imparare del bambino

  • in direzione del bambino e del suo peculiare modo di conoscere e di apprendere, così come delle difficoltà che può incontrare.

Si passano in rassegna le prime tre unità di lavoro del metodo – “Controllo di sè”, “Relazioni quantitative”,”Confronti” – e si prende confidenza con una modalità specifica di lavoro, prevalentemente induttiva, in piccoli gruppi di bambini, e con la struttura specifica di ogni attività, studiata per facilitare l’astrazione e la generalizzazione di concetti, funzioni cognitive, strategie per fare e per comprendere. Si impara a vedere, e a mostrare al bambino, come il lavoro della mente sul quale si sta facendo chiarezza sia lo stesso richiesto per affrontare qualunque attività scolastica e qualunque problema della vita quotidiana. I partecipanti sono invitati a “provare” alcune attività con i bambini di cui si prendono cura e a riflettere in seguito sull’esperienza con l’aiuto del gruppo e dei formatori.

Un secondo livello, a distanza di qualche tempo, riprende e fa evolvere le basi poste nel primo. Il confronto fra le esperienze condotte sulle attività già note è accompagnato dalla presentazione delle tre successive unità di lavoro: “Cambiamento di ruolo”, “Classificazione”, “Seriazione”, che, accanto a quelli affrontati nel primo livello, si riferiscono ai grandi quadri concettuali che il bambino “costruisce” in età evolutiva.

Si approfondiscono le competenze su come meglio aiutare i bambini ad estendere oltre il momento dell’attività l’attenzione ai processi mentali implicati, in modo che i piccoli possano maturare e consolidare le abilità necessarie per “pensare meglio” e apprendere efficacemente.

I partecipanti giungono così a saper vedere, in ogni altra attività o compito proposto ai bambini, a scuola e fuori, quali funzioni cognitive siano sollecitate, quali processi mentali richiedano la giusta mediazione perchè il compito possa essere svolto. In questa crescita di consapevolezza consiste il senso profondo del metodo, che vale anzitutto per i cambiamenti che induce nelle competenze e nella motivazione degli educatori. Anche quest’ultimo tema, la motivazione, viene indagato nei suoi diversi aspetti, da quelli più estrinseci a quelli intrinseci, legati alla sfida con se stessi e al piacere di imparare.

Finalità

Il corso di formazione al metodo “Bright Start” si propone di fornire gli strumenti per sostenere lo sviluppo e il potenziamento delle abilità cognitive e metacognitive dei bambini dai 4 agli 8 anni, accrescendo la loro capacità di riflettere sui processi che mettono in atto quando affrontano i problemi legati ai compiti scolastici e alle semplici attività quotidiane.

La diffusione del metodo in quasi tutti i Paesi del mondo avanzato dimostra che la fiducia dell’autore nella possibilità di ottenere buoni risultati è confermata. E’ ormai dimostrato che

  • i risultati ottenuti permangono nel tempo

  • i bambini a rischio di insuccesso scolastico che hanno fruito del metodo hanno acquisito maggior sicurezza e maggior capacità di autocontrollo cognitivo.

Obiettivi generali

  • raggiungere, da parte degli adulti educatori, una prima padronanza dei concetti-base dell’educazione cognitive e metacognitiva

  • raggiungere una buona padronanza dell’impianto teorico del metodo e del materiale didattico, attraverso la riflessione e la simulazione delle attività da proporre ai bambini

  • acquisire la capacità di riflettere sulle modalità di mediazione per una attiva e costruttiva interazione docente-allievo.

Obiettivi specifici

  • sostenere nel bambino lo sviluppo del pensiero operatorio

  • favorire la capacità di attenzione al proprio funzionamento mentale

  • potenziare le funzioni cognitive fondamentali per un efficace apprendimento

  • sostenere la capacità di riflessione e di autoregolazione

  • creare motivazione intrinseca al compito

  • cambiare il ruolo dell’allievo, da passivo a costruttore attivo di ipotesi, di relazioni, di soluzioni.

Metodologia di lavoro

La modalità di conduzione del corso è interattiva, poichè il corso richiede un confronto costante tra i partecipanti e dei partecipanti con i docenti. Per questo, il numero ottimale delle persone frequentanti non dovrebbe superare la ventina. Ogni lezione rappresenta, con l’approccio induttivo, la discussione e lo scambio, un modello metodologico di riferimento.

Valutazione

L’interazione tra docenti e corsisti, che man mano attuano “sul campo” le proposte del corso e discutono la propria esperienza, consente una valutazione in itinere dell’efficacia del lavoro e implica una continua possibilità di autovalutazione da parte di entrambi. Tutto il metodo, del resto, pone molta attenzione all’effettiva comprensione dei processi che si prendono in esame.

 Svolgimento

Il corso si articola su due livelli per complessive 50 ore, prevede momenti di monitoraggio successivi ed è diretto agli insegnanti dei bambini di scuola dell’infanzia e dei primi anni della scuola elementare. E’ aperto anche a studenti di Scienze della Formazione Primaria, logopedisti, terapisti della riabilitazione e ai genitori interessati.

Primo livello (30 ore)

Introduzione al programma e alle sue basi teoriche (Piaget, Vygotskij, Feuerstein, Haywood)

  • intelligenza e cognizione

  • modificabilità cognitive strutturale

  • le funzioni cognitive

  • conoscenza dichiarativa, conoscenza procedurale

  • modalità associativa, modalità inter-relazionale

  • lo sviluppo dell’intelligenza operatoria

  • la concettualizzazione

  • la generalizzazione e il bridging

  • la costruzione sociale della conoscenza

  • la mediazione da parte dell’adulto

  • il patto pedagogico con gli allievi

  • lo schema della lezione come supporto alla generalizzazione di funzioni, concetti, strategie

 Presentazione delle unità cognitive da svolgere in piccoli gruppi di allievi:

  • “controllo di sè”

  • “relazioni quantitative”

  • “confronti”

  • “cambiamento di ruolo

  • “classificazione”

  • “seriazione”

 Aspetti organizzativi del programma cognitivo:

  • criteri per la formazione e la gestione dei piccoli gruppi di bambini

  • come combinare il normale programma con le unità cognitive

  • lezioni con il grande gruppo (l’intera classe)

  • l’organizzazione della giornata: pianificazione del lavoro e riassunto delle attività

Esercizi sulla prima unità didattica “controllo di sè

  • metacognizione e autoregolazione cognitiva

  • esame sistematico del materiale didattico e della sua impostazione

  • i giochi e le regole

  • le “buone domande” che aiutano i bambini a pensare

  • analisi delle funzioni cognitive specifiche dell’unità

* generalizzazione ad altri contesti, scolastici e non

  • analisi di documentazione ricavata dal lavoro con i bambini (sbobinature, filmati)

Esercizi sulla seconda unità didattica “relazioni quantitative

  • lo sviluppo del concetto di numero e la sua conservazione

  • discussione di aspetti delle pratiche didattiche più diffuse

  • che cosa significa “contare”

  • analisi del materiale didattico e della sua impostazione

  • analisi di esperienze e documentazione tratta dal lavoro con i bambini di diverse età

  • aspetti di autoregolazione cognitiva

  • generalizzazione ad altri contesti

Esercizi sulla terza unità didattica “confronti

  • la codifica percettiva e la codifica concettuale

  • l’astrazione delle caratteristiche da confrontare

  • il concetto di modello

  • esame delle singole schede di lavoro

  • aspetti di autoregolazione cognitiva: strategie per confrontare

  • analisi di documentazione tratta del lavoro con i bambini

  • generalizzazione ad altri contesti

Secondo livello (20 ore)

Approfondimento di aspetti teorici e metodologici:

  • aspetti dell’autoregolazione cognitiva

  • aspetti dell’atteggiamento metacognitivo

  • l’osservazione degli alunni: dagli indicatori ai descrittori

  • l’auto-osservazione dell’insegnante

  • aspetti della mediazione didattica

  • “Bright Start” come dispositivo per la generalizzazione

Esercizi sulla quarta unità didattica: “cambiamento di ruolo

  • aspetti della teoria della mente nel bambino

  • consapevolezza del punto di vista: dallo spazio ai sentimenti e ai ruoli

  • giochi di ruolo

  • analisi del materiale proposto

  • analisi di documentazione tratta dal lavoro con i bambini

  • generalizzazione ad altri contesti

Esercizi sulla quinta unità didattica: “classificazione

  • consapevolezza dei processi di classificazione nel funzionamento della mente

  • lo sviluppo della capacità di raggruppare e classificare nel bambino

  • classificazione e categorizzazione

  • comprendere la logica del raggruppamento

  • analisi delle attività proposte

  • analisi di documentazione tratta dal lavoro con i bambini

  • generalizzazione ad altri contesti

Esercizi sulla sesta unità didattica: “seriazione”,

  • allineamenti, ordini, sequenze, serie ordinate

  • senso di percorso, punto di partenza, direzione, verso, prima, dopo

  • lo sviluppo della capacità di ordinare

  • costruzione del concetto di “serie”, il criterio e la sua conservazione

  • le successioni temporali

  • esame delle attività proposte

  • analisi di documentazione tratta dal lavoro con i bambini

  • generalizzazione ad altri contesti.

 

volantinoCORSI

Laboratorio del pensieroPRESENTAZIONE

RIFLESSIONI NEL PICCOLO GRUPPO…LA PAROLA AI BAMBINI

riflessione_linguistica

schede_operative_n_2

META SINTESI LAVORI scuola Elementare

unitàCONFRONTIlabPensiero

enigmistica

PRIMA LEZIONE UNITA’ Confronti 

SISTEMA MULTIPROPOSTA
L’obiettivo è contribuire alla prevenzione dell’insuccesso scolastico attraverso una didattica che sappia educare l’intelligenza e recuperare le difficoltà di apprendimento.
EDUCARE L’INTELLIGENZA
Vivere in un società complessa richiede in misura sempre maggiore flessibilità mentale, pensiero strategico, autoregolazione cognitiva, consapevolezza del proprio modo di operare.